Un rating sugli allarmi
Esiste per le banche italiane un rischio contagio della crisi greca, al punto da giustificare l’allarme lanciato da Moody’s e da inserire i nostri istituti in un elenco con Gran Bretagna, Spagna e Portogallo, ma non Francia e Germania? Vediamo i dati. Secondo la Banca dei regolamenti internazionali, autorità super partes, il sistema italiano è esposto verso la Grecia per 5,2 miliardi. Ben poco rispetto ai 57 delle banche francesi e ai 34 delle tedesche. Leggi La bussola impazzita del rating
8 AGO 20

Dunque che senso ha quell’elenco? Si riferisce forse alla stabilità del sistema creditizio in relazione alla crisi globale più che a quella greca? Certo, da noi le sofferenze sono state di 61,5 miliardi con una crescita del 41,6 per cento: effetto soprattutto della recessione. Ma allora bisognerebbe valutare gli aiuti pubblici alle banche concessi da Berlino, Londra, Parigi, Amsterdam e Washington. Aiuti dei quali in Italia non c’è stato bisogno, pur avendo il Tesoro messo a disposizione bond a pagamento, accettati solo da tre istituti.
L’aspetto più opinabile nell’allarme di Moody’s, oltre al giudizio non selettivo che non tiene conto delle differenze tra i vari sistemi-paese, è però la parte che mette in relazione il possibile downgrade bancario con quello del debito sovrano. Ma, non essendo il rating dell’Italia in discussione, afferma poi che il contagio potrebbe svilupparsi al contrario, “se le pressioni dei mercati sui rating sovrani dovessero aumentare”.
Ieri se n’è avuto un assaggio a Piazza Affari: solo che a provocare le “pressioni” è stata proprio Moody’s. Un’anomalia che accresce la necessità di giudicare diversamente i giudizi delle società di rating.
Ieri se n’è avuto un assaggio a Piazza Affari: solo che a provocare le “pressioni” è stata proprio Moody’s. Un’anomalia che accresce la necessità di giudicare diversamente i giudizi delle società di rating.